La Valutazione e la Ricerca
Valutazione e ricerca
Valutare la motivazione per personalizzare l’intervento
Chi lavora nella relazione di aiuto conosce bene questa esperienza: un intervento giusto sulla carta non funziona se la persona non lo sente suo. In ogni colloquio si incontrano due “agende”: quella del professionista, costruita sulle sue conoscenze (ciò che la persona dovrebbe fare), e quella della persona, fatta dei suoi valori, delle sue priorità e delle sue intenzioni (ciò che vorrebbe fare). Dall’incontro fra le due nascono interventi utili e, allo stesso tempo, possibili.
Valutare la motivazione serve proprio a questo: capire a che punto è la persona rispetto a un cambiamento, per costruire l’intervento su misura per lei. La motivazione non è un blocco unico, che c’è o non c’è. È fatta di elementi diversi, Bisogno, Ragioni, Desiderio, Capacità, Impegno, che si possono riconoscere, misurare e seguire nel tempo.
Bisogno
Ragioni
Desiderio
Capacità
Impegno
Due modi di valutare
Nel colloquio
Gli elementi della motivazione affiorano di continuo nelle parole della persona, come Affermazioni Orientate al Cambiamento. Il professionista allenato impara a riconoscerli mentre emergono e a usarli per orientare il colloquio. È la valutazione più vicina al lavoro di ogni giorno, e spesso la più ricca di significato. Se ne parla nella pagina Valutare gli aspetti motivazionali.
Con uno strumento
Quando serve una fotografia strutturata, all’inizio di un percorso, per seguirne l’andamento, per confrontare persone o gruppi, per fare ricerca, gli stessi elementi si possono misurare con un questionario. Lo strumento che ho sviluppato e che propongo sono le Scale VMC2.
I due modi non si escludono: un profilo VMC2 diventa molto utile quando se ne parla con la persona, e un orecchio allenato sa leggere meglio i valori di un profilo.
Lo strumento
Le scale VMC2
Le scale VMC2 sono un questionario breve, costruito sui fondamenti del Modello Motivazionale e sulle ricerche internazionali sugli elementi della motivazione.
Struttura, versioni, somministrazione, lettura dei risultati e modalità di richiesta sono descritte nella pagina Le scale VMC2.
- Otto domande, a cui si risponde su una scala da 0 a 100, usata “come se fosse un termometro”.
- Sette domande esplorano gli elementi della motivazione: scontentezza e preoccupazione, importanza, desiderio, buone ragioni, fiducia di riuscire, decisione, essere pronti a impegnarsi. Una esplora la forza che frena il cambiamento: la voglia, il bisogno o la tentazione di continuare nella situazione o condizione attuale.
- Pochi minuti per la compilazione, di norma in autonomia o con un minimo di assistenza. Il risultato è un profilo che si legge a colpo d’occhio.
- Diverse versioni, sia legate alla motivazione a smettere alcuni comportamenti o abitudini (uso di alcol, fumo di tabacco, gioco d’azzardo, cocaina, eroina, cannabinoidi e una versione generica per qualsiasi altro comportamento che si desidera interrompere), sia legate alla motivazione a iniziare nuovi comportamenti (alimentazione corretta, attività fisica regolare, un percorso terapeutico e una versione generica per qualsiasi altro comportamento che si desidera iniziare).
- Diverse fasi. Accanto alle versioni per chi si prepara a un cambiamento ne sono state predisposte altrettante per chi lo ha già compiuto, che valutano la motivazione a mantenerlo.
- Strumenti registrati. Le scale VMC2 sono distribuite in licenza d’uso gratuita.
Dagli anni ’90 a oggi
La ricerca
La valutazione della motivazione ha in Italia una lunga storia di ricerca, iniziata nei primi anni ’90 nei Servizi per le Dipendenze di Genova, dove la Motivational Interviewing di Miller e Rollnick è stata introdotta nel nostro Paese.
Gli strumenti di valutazione
I primi lavori hanno riguardato l’adattamento italiano di un questionario internazionale, il Readiness to Change Questionnaire (RTCQ Versione Italiana, 1995), e poi la costruzione di questionari originali, validati per l’uso di eroina (MAC-E, 1998) e per il fumo di tabacco (MAC-T, 1999). Da quell’esperienza è nato un modello “tridimensionale” della motivazione, che tiene insieme il disagio per la situazione attuale, la fiducia nelle proprie capacità e la disponibilità a cambiare. Dopo la versione per uso di Alcol (MAC2-A, 2006), nel 2009 sono stati validati, su oltre 880 pazienti dei servizi di nutrizione della Regione Veneto, due set di strumenti dedicati alla corretta alimentazione (MAC2-AL) e alla regolare attività fisica (MAC2-AF). Dalle versioni del MAC-2 sono state successivamente estrapolate le sei scale analogiche centesimali da utilizzare come strumento breve per screening o interventi opportunistici (VMC, 2011).
Da tempo non utilizzo (e quindi non consiglio più di utilizzare) i questionari MAC/MAC2 in quanto fanno riferimento a teorie e modelli parzialmente superati dalle recenti teorie e dalla ricerca.
Dal 2014 ho elaborato e sono quindi utilizzate per la valutazione degli elementi motivazionali unicamente le Scale VMC2, più aggiornate e facili da usare.
L’efficacia del colloquio
Fra il 2000 e il 2001 una ricerca sperimentale ha coinvolto oltre 900 persone convocate da alcune Prefetture del centro-nord per l’uso di sostanze (art. 75 DPR 309/90). I colloqui sono stati condotti, con assegnazione casuale, da assistenti sociali formati al Modello Motivazionale oppure da colleghi che usavano le modalità abituali. Dopo il colloquio, le persone incontrate dagli operatori formati si sono sentite più ascoltate e comprese, meno criticate e controllate, e più aiutate a riflettere sulla propria situazione e a considerare un cambiamento.
Leggi la ricerca nelle Prefetture →
Una seconda ricerca, presentata alla Conferenza internazionale sulla Motivational Interviewing del 2012, ha seguito i partecipanti a una scuola triennale per osservare come cambia lo stile del colloquio durante la formazione: le interazioni centrate sull’operatore calano presto, quelle centrate sulla persona crescono più lentamente, attraverso modi diversi di intendere la relazione di aiuto.
Leggi la ricerca sulla formazione →
Questi risultati si inseriscono in una letteratura internazionale ormai ampia: rassegne e meta-analisi confermano l’efficacia della Motivational Interviewing nel trattamento delle dipendenze, negli interventi brevi, nella prevenzione e nella promozione della salute.
I dati delle scale VMC2
Dal 2012 le scale VMC2 sono state usate in diversi contesti clinici e di ricerca, in particolare nei trattamenti per smettere di fumare della Regione Veneto. Nello studio Focus Fumo (476 fumatori seguiti per un anno) gli aspetti motivazionali sono risultati fra i pochi indicatori associati all’esito, e la motivazione si è rafforzata in chi ha smesso e indebolita in chi non è riuscito. Lo studio Focus Fumo Donna (116 fumatrici) ha confermato questi risultati e ha mostrato il peso del sostegno percepito e della partecipazione al trattamento.
Le prime analisi su 1.068 compilazioni (fumo, cocaina, alcol, gioco d’azzardo) hanno dato risultati coerenti con il modello. In particolare:
- le persone si distribuiscono in tre profili motivazionali che ricalcano i primi stadi del cambiamento: Non pronto (Precontemplazione), Incerto/Ambivalente (Contemplazione), Pronto (Determinazione);
- scontentezza e preoccupazione mettono in moto il processo, ma pesano poco quando si tratta di decidere e passare all’azione;
- la disponibilità a impegnarsi dipende soprattutto dalla fiducia di riuscire;
Mostra le pubblicazioni
- Spiller V., Scaglia M., Guelfi G.P., Esperienze italiane con il Readiness to Change Questionnaire – R.T.C.Q., Il Vaso di Pandora, 1994, II, 4, 69-92.
- Spiller V., Guelfi G.P., La valutazione della motivazione al cambiamento: il questionario MAC/E, Bollettino delle Farmacodipendenze e Alcolismo, 1998, XXI, 2, 7-16.
- Guelfi G.P., Spiller V., Scaglia M., La valutazione della motivazione al cambiamento nel tabagismo: il questionario MAC/T, Atti del Convegno “A fuoco il fumo”, Padova, 1999.
- Spiller V., Scaglia M., Guelfi G.P., Il colloquio motivazionale nell’applicazione dell’art. 75 D.P.R. 309/90. Resoconto di una ricerca sperimentale sull’efficacia del colloquio, Ministero dell’Interno, 2001.
- Spiller V., Zavan V., Guelfi G.P., Motivation and change: a three dimensional continuum, in Tober G., Raistrick D. (a cura di), Motivational Dialogue, Routledge, London, 2007, 34-51.
- Spiller V. e altri, Motivational Interviewing Effectiveness with Illicit Drugs Owners in Italian Territorial Government Offices (UTG), International Conference on Motivational Interviewing (ICMI 2008), Interlaken, 2008.
- Spiller V., Scaglia M., Meneghini S., Vanzo A., Assessing motivation for change toward healthy nutrition and regular physical activity. Validation of two sets of instruments, Mediterranean Journal of Nutrition and Metabolism, 2009, 2(1), 41-47.
- Spiller V., The evolution and consolidation of MI skills in the context of long term assessment and feedback, International Conference on Motivational Interviewing (ICMI 2012), Venezia, 2012.
- Spiller V., Le scale VMC2. Semplici strumenti per valutare la motivazione al cambiamento, Italian Journal on Addiction, 2014, 4(2), 25-34.
- Orlandini D., Spiller V., con la collaborazione di Caneva T., Cavion R., Pettenò A., Tunno R., Focus Fumo. Risultati dello studio veneto sui fumatori trattati, Regione del Veneto – Azienda ULSS 12 Veneziana, Venezia, 2014.
- Brugin E., Orlandini D., Spiller V. e Gruppo di lavoro Focus Fumo Donna, Focus Fumo Donna: dalla ricerca all’operatività per un trattamento di genere, XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), Firenze, 2018. Tabaccologia, 2018, 4, 24.
Collaborare alla ricerca
Il Centro Studi è nato con l’idea di essere un centro collaborativo fra professionisti che utilizzano il Modello Motivazionale, e questa idea resta aperta. Servizi, équipe e ricercatori che usano le scale VMC2 possono contribuire ad ampliare la base di dati, progettare insieme studi sulla motivazione al cambiamento nel proprio contesto, e ricevere supporto nella lettura e nell’analisi dei profili.
La valutazione nella formazione
La valutazione della motivazione ha un posto preciso nel percorso formativo: è la seconda fase, Valutare, che comprende anche un modulo dedicato alle scale VMC2, e può proseguire con incontri di supervisione sul loro uso nel colloquio.
Ricevere le scale o collaborare
Per ricevere le scale VMC2 e le norme di utilizzo, o per proporre una collaborazione, invia la tua richiesta via mail a: info@csmc.it
